“Venite, qui si impara a lasciare l’egoismo”
di Fabrizio Caccia
“Il Corriere della Sera - Cronaca di Roma”, 28 aprile 2003

È come fermarsi al distributore, fare un pieno di ottimismo e di fiducia, di sorrisi e abbracci, di simpatia e calore umano e ripartire, dopo cinque giorni, ricaricati, rigenerati nel corpo e nella mente, pronti per rituffarsi nel tran tran quotidiano, ma con una marcia in più.

Non è questa, però, la brochure dell'ultimissima beauty farm alla moda. Il messaggio promozionale di un nuovo agriturismo alle porte di Roma. Nella grande pineta di Castelfusano, migliaia di romani sono intenti al picnic del lunghissimo ponte. Tovaglie sui prati, gente seminuda, biciclette, schiamazzi, stereo a palla, clacson che strombazzano.

Ma al di là della rete, dove si estende il parco verdissimo e ben pettinato del Country Club, ora c'è Thich Nhat Hanh, 77 anni, monaco zen, occhi scintillanti sotto la testa rasata, capo in esilio della Chiesa buddista vietnamita, tra i maggiori maestri spirituali del nostro tempo.

Fino a mercoledì, 30 aprile, insieme con le altre monache e i monaci di Plum Village, il monastero vicino Bordeaux da lui fondato più di 20 anni fa, Thây (maestro) offrirà a quasi mille persone (cento bambini) arrivate da tutta Italia, le poesie, la musica, le storie e soprattutto i Cinque Addestramenti alla Consapevolezza, pilastri sui quali erigere una vita serena. “Pace in se stessi, pace nel mondo”, una scritta campeggia nella sala per la meditazione.

Quando ad esempio Mario Cistulli, romano, insegnante di yoga, al di là della rete, dove sono in corso i picnic dei romani del lungo ponte, avverte il rumore fastidioso dei clacson, lui non protesta. Anzi, sorride. Respira, sorride e si lascia andare. Questa volta è il clacson, un’altra volta sarà un cellulare che squilla o un semaforo rosso o un moto di invidia o di rabbia, di egoismo o di avidità, sarà la paura o l'ansia. Non importa. “Io in quel momento mi fermerò - spiega - respirerò, non reagirò alla paura e alla rabbia, al trillo del telefono e al semaforo rosso, semplicemente l’accetterò, mi prenderò cura del mio egoismo e farò un altro piccolo passo verso la calma, la felicità, la consapevolezza di sé”.

Fosse facile... Non è facile, infatti. Tutte queste persone, però, provano a farlo. Il segreto, dicono, è uno solo: la pratica. Pratica di presenza mentale. “Essere presenti significa ritornare a noi stessi, consapevoli di ciò che ci sta succedendo in questo preciso momento”, spiegano.

Sveglia alle 6. Colazione in silenzio. Meditazione camminata insieme con Thich Nhat Hanh lungo i sentieri del prato. Pranzo vegetariano. Gruppi di condivisione. Cena alle 19. Poi meditazione seduta. Infine, alle 22, inizia il riposo nei bungalow.

I Cinque Addestramenti del monaco buddista suonano come precetti: 1) Rispetta la vita; 2) Non appropriarti delle cose altrui; 3) Abbi comportamenti sessuali corretti (cioè rapporti stabili, duraturi, non occasionali); 4) Usa la retta parola (non mentire); 5) Non usare intossicanti (fumo, alcol, riviste, film inutili).

Julie Polidoro, pittrice, dice che in fondo basta rivedere i parametri della nostra vita: “non più velocità la lentezza, non più domani ma oggi-ora-qui, non più produttività esasperata ma semplicemente un altro tipo di lavoro. Su noi stessi”. Diana Petech, clavicembalista e traduttrice per Mondadori, afferma di “essere senza dubbio più felice rispetto a 9 anni fa”, quando incominciò la usa esperienza meditativa.

Santina Polimeni, insegnante di latino e greco, congiunge le mani a forma di fiore di loto (“simbolo della nostra capacità di liberarci della sofferenza”) e saluta così ogni “fratello” che incontra. “Ma non siamo una setta di fanatici - assicura - Quando siamo in mezzo alle altre persone usiamo forme di saluto più convenzionali. Una stretta di mano al bar in fondo va bene lo stesso”.

“Il sorriso è lo yoga della bocca, distendere i muscoli è distendere l'anima, predisporsi all'altro”, dicono i discepoli del monaco zen. Da quando hanno cominciato a meditare, si sentono tutti un po' meglio e un po' diversi: Edoardo Erba, drammaturgo, Silvia Lombardi, specialista in massaggi olistici (l'organismo trattato come un tutto unico e interdipendente), Massimo Tomassini, docente universitario, Ornella Trentin, scrittrice. Silvia Lombardi ha addirittura cambiato vita. Lavorava nella moda, ora è qui. Tomassini ci scherza su: “Non ho visto la Madonna, ma lo scambio umano mi sembra comunque importante”. Per Ilaria Leggeri, invece, è la prima volta: “Mi ha portato mia suocera”, confessa. La suocera si chiama Emilia Siragusa Silvestri, esperta di “fiori di Bach”: “Ho portato tutti i miei figli - annuncia - tutte le mie nuore, tutti i miei nipoti e anche Milou, barboncino bianco che medita con me da 10 anni. In mezzo a tanti monaci vietnamiti ce n'è uno, l'unico, italiano. Si fa chiamare Phap Y, è stato ordinato 9 anni fa, ha fatto voto di povertà e di celibato: “Rischiamo di affogare in un oceano di illusioni – avverte - aggrappati al passato che non esiste più e al futuro che non sappiamo se esisterà”. La rabbia, la violenza, l'ansia, la paura sono “solo nuvole che oscurano il cielo”. Basta togliere il velo.