Buddha si è fermato tra i vigneti
In
Francia, il più grande monastero Zen d'Europa
è una beauty farm dell'anima. Siamo andati a visitarla
di Massimo Morello
"Natural Style", novembre 2004
“Qui la
pratica ha un effetto positivo, un nuovo tipo di energia scorre qui”.
Thây, il Maestro, solleva la tazza del tè, ne assapora il profumo,
quello che sembra l'accenno di un sorriso alleggerisce la severità del
volto.
Thây, Maestro o Padre, come lo chiamano i discepoli, è Thich Nhath
Hanh, monaco e poeta vietnamita, uno dei maggiori esponenti della tradizione
Zen contemporanea.
Il qui è il monastero buddhista di Plum Village, il villaggio dei prugni
(la lingua ufficiale è l'inglese), circa 85 chilometri da Bordeaux, in
Dordogna, nella Francia sudorientale. È composto da tre gruppi isolati
di casolari tipici della zona, sparsi tra vigneti e coltivazioni di prugne.
Sono stati trasformati in dormitori, sale di meditazione, cucine, sale da pranzo.
I muri, che erano intonacati, sono stati spogliati mettendo a nudo la pietra,
l'argilla, il fango utilizzati da secoli come materiali da costruzione. I pavimenti
non sono lucidati, nelle sale il riscaldamento è con semplici stufe a
legna. Ai lati dei sentieri in terra battuta crescono fiori, bambù, frutta.
L'energia che scorre a Plum Village, la pratica che si compie è quella
che Thây definisce “presenza mentale”, la piena consapevolezza
di sé, “di ogni respiro, di ogni movimento, di ogni pensiero e
sensazione, di tutto quanto ci riguarda”. Il che dovrebbe permetterci
di vivere meglio. “È un processo di scoperte. Dovete essere del
tutto presenti per ottenere una diversa percezione della vita. Dovete essere
come giardinieri che coltivano il giardino di casa: coltivare le emozioni, abbracciare
le emozioni”.
È una fatica. È come adattarsi all'aria sottile delle alte quote
o all'atmosfera soffocante della foresta pluviale. “Diventi mindfully
drunk, ubriaco mentalmente” dice un medico americano che studia gli
effetti della meditazione come terapia. “È come se il corpo entrasse
in crisi d'astinenza da elementi intossicanti”. Cambiano innanzitutto
i ritmi circadiani, l'alternarsi di veglia e sonno del nostro orologio biologico,
che torna a sincronizzarsi con quello solare. E cambiano le abitudini alimentari:
i pasti sono vegetariani, si mangia in silenzio e molto lentamente. Di fumo
e alcool nemmeno a parlarne. Plum Village è una beauty farm dello spazio
interno, un centro d'attrazione dei nuovi nomadi spirituali.
ANCHE IL LAVORO
E MEDITAZIONE
“Svegliandomi io sorrido al mattino e a tutte le ore che seguiranno”
dice sorridendo Phap Y, un monaco che sembra la materializzazione di uno dei
ritratti sereni e gioviali caratteristici della pittura Zen. “Cercate
di trasformare ogni istante della giornata in un'esperienza gioiosa e illuminante.
Per esempio, provate semplicemente a dedicare tutta la vostra attenzione nel
preparare il tè. Riuscite a farlo?”.
Personalmente faccio fatica anche ad ascoltare, anzi, non riesco quasi a restare
sveglio. È come se il cervello stesse andando in corto circuito: non
connetto occhi, cervello, la mano con cui cerco di prendere appunti: la sveglia
è scoccata alle 5, seguita da un'ora di meditazione in silenzio, poi
dalla colazione, quindi dalla “meditazione del lavoro”, ossia un'ora
per rassettare le stanze e lavare le stoviglie.
A Plum Village le giornate trascorrono così, alla ricerca della presenza
mentale, momenti scanditi da rintocchi di campana che impongono di fermarsi,
qualunque cosa si faccia, per esercitare mente e corpo al concetto di stop.
Per “cogliere l'attimo”, devi applicarti nella tecnica fondamentale
dello Zen, la meditazione. C'è quella che si compie all'alba e la sera,
in silenzio, nella posizione che si preferisce, seguendo il flusso dei propri
pensieri. E c'è la meditazione passiva, una tecnica di rilassamento profondo
indotta dalle parole e dal canto di Chân Không, la monaca vietnamita
che ha sempre seguito Thây nelle sue lotte per la pace e la giustizia
(e per questo anch'essa esiliata) e che a Plum Village incarna la figura materna.
ZEN SIGNIFICA NIENTE
DOGMI
La meditazione che rappresenta lo spirito più profondo dell'insegnamento
di Thây è la meditazione in cammino. “La qualità non
è in duecento passi. La qualità è in ogni passo. Considera
che ogni percorso rappresenta la vita” dice. “Camminando per un
viottolo sterrato, se praticate la presenza mentale entrerete in contatto con
quel sentiero”. Lui cammina davvero così, con elegante lentezza
e profonda attenzione, tra i vigneti di Dordogna, come fosse su un sentiero
del Vietnam, tra le risaie e le piantagioni di tè attorno a Phuong Boi,
il monastero odorante di foglie di palma (le foglie dov'erano scritti gli insegnamenti
del Buddha).
Alle volte, mentre passeggi tra le brume e i vigneti attorno al monastero pare
proprio d'essere in Vietnam, osservando le sfilate di monache vietnamite col
loro non, il cappello a cono di paglia. Ma è un'immagine che
non ha nulla di stonato né di falsamente esotico. Rappresenta lo stile
di vita che Thây ha elaborato, una sorta di rivoluzione culturale del
buddhismo. “Se incontri il Buddha uccidilo. Devi liberarti da ogni dogma.
Se non sei capace di uccidere il Buddha non puoi uccidere i tuoi preconcetti”.
È una gran bella giustificazione per chi non riesce a trattenersi e cede
alle tentazioni locali. “In fondo il Bordeaux va bevuto con presenza mentale”
diceva un compagno di ritiro, mentre ci dirigevamo verso un bistrot.